Progetto scuola Parentale

progetto scuola waldorf steinerina

Offerta formativa – Indicazioni programmatiche generali fino alla quinta classe

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Italiano
Alla cura ed allo sviluppo delle capacità linguistiche, sia orali che scritte, viene dato molto rilievo, essendo queste il principale mezzo di comunicazione e di espressione dell’essere umano.
Inoltre, la stessa formazione della personalità si avvale di questa disciplina, il cui processo di apprendimento si articola nella graduale presa di coscienza delle strutture che stanno a fondamento della già acquisita capacità di saper parlare. La particolarità che accompagna nel corso degli anni lo sviluppo di questa materia consiste nell’educare i bambini a parlare, declamare e recitare con tutto l’essere, in modo che la forma attraverso cui giunge ad espressione il suono articolato sia il più possibile coerente con il contenuto da esprimere. A tal fine viene destinato quotidianamente del tempo alla recitazione. Un bambino che tutti i giorni ascolta ed esercita con naturalezza un linguaggio espressivo e artistico, acquisisce un lessico ricco ed appropriato, scandisce con gusto le parole e formula spontaneamente costruzioni sintattiche corrette.
Tutti i giorni, all’apertura della mattinata, i bambini si ritrovano per recitare ed interpretare attivamente, dapprima insieme, poi a gruppi ed infine individualmente, poesie e testi di prosa inerenti alla disciplina dell’epoca corrente.
Gli alunni preparano occasionalmente delle rappresentazioni teatrali. In questi allestimenti viene data importanza non tanto al prodotto finito, quanto al processo di elaborazione della recita, poiché tutti i bambini, anche i più deboli, ricevono un grande beneficio da questa esperienza. Spesso si destano in loro talenti insospettati, che permettono loro di migliorare l’autostima e di guadagnare in prestigio agli occhi dei compagni.
Alle esperienze linguistiche vive dei primi anni segue l’introduzione della Grammatica, che per la sua natura strutturante viene insegnata in modo molto progressivo. Per quanto riguarda le forme di testo, dopo i primi anni, nel passaggio dalla parola alla frase e da questa al periodo più complesso, si colgono tutte le occasioni per realizzare riassunti, cronache, temi, i cui contenuti siano il più possibile aderenti alla domanda della tappa evolutiva e agli argomenti trattati sotto la guida dell’educatore. In particolare nel secondo e terzo anno vengono esercitati riassunti orali tratti da racconti tematici e vengono svolti i primi componimenti scritti su esperienze personali. Nel quarto e quinto anno viene sviluppata la sensibilità per la bellezza del linguaggio. Vengono svolti componimenti descrittivi, riassunti scritti e dettati.
Notevole importanza rivestono il racconto e la lettura di testi. Ogni anno ha un motivo fondamentale: il primo anno la fiaba, il secondo ed il terzo le favole riguardanti il mondo degli animali, le leggende dei santi e quelle dell’Antico Testamento, il quarto ed il quinto sono dedicati ai miti ed ai racconti dei popoli antichi ed all’epica greca.
Lingue comunitarie
Fin dal primo anno i bambini sono introdotti a due lingue comunitarie: Inglese e Francese.
Obiettivo fondamentale dell’insegnamento delle lingue straniere è lo sviluppo di un atteggiamento positivo verso popoli e linguaggi di altre culture e quindi di una generale comprensione di ciò che è universalmente umano. Tale insegnamento offre l’opportunità di ampliare la conoscenza di culture diverse e l’assunzione di atteggiamenti mentali più ampi.
I sottobiettivi dell’insegnamento delle lingue straniere spaziano da un aspetto pratico-utilitaristico del saper comunicare ed esprimersi in un’altra lingua, ad un aspetto culturale di conoscenza di usi e costumi, tradizioni, storia e geografia di un altro popolo.
L’apprendimento orale delle lingue straniere rafforza l’abilità di ascolto dell’alunno, promuovendo una sensibilità al linguaggio a tutti i livelli, non solo semantico. Nella pedagogia Steineriana il percorso di apprendimento delle lingue straniere parte da un approccio essenzialmente orale ed arriva solo gradualmente allo scritto.
L’insegnamento delle lingue straniere viene affrontato oralmente con canti, poesie, filastrocche, scenette, giochi, dialoghi, comandi, domande e risposte. Tutto ciò spesso è accompagnato dalla gestualità, dalla drammatizzazione e dalle immagini. Il bambino impara a memorizzare dialoghi, un bagaglio lessicale e una struttura grammaticale applicati in determinati contesti, anziché in una forma astratta e schematica. Così, nei primi tre anni, il bambino viene introdotto inconsciamente ai principali elementi di grammatica e a una base lessicale.
Dal quarto anno l’apprendimento della lingua straniera coincide con la nuova fase di sviluppo in cui si trova il bambino. Inizia a scrivere, a leggere e a diventare consapevole delle strutture lessico-grammaticali. Ora, con la scrittura, fissa quello che già conosce e capisce. Una volta che i valori fonetici e le lettere sono stati interiorizzati, il bambino può affrontare nuovi testi. Il primo materiale stampato di lettura parte da ciò che già si conosce.
L’insegnante di lingue deve trattare i concetti grammaticali solo dopo che questi sono stati affrontati nella lingua madre.
Ogni lingua porta in sé il modo di vedere il mondo peculiare del popolo che parla quella lingua. Per questo motivo si cerca di evitare il più possibile la traduzione, favorendo la comprensione del significato attraverso la gestualità, le immagini, il movimento, l’esperienza situazionale diretta e il gioco.
Musica
La Musica parla agli esseri umani che sperimentano il suo linguaggio nella loro anima. Essa si manifesta nelle tre componenti di melodia, armonia e ritmo, che possiamo vedere rispecchiate nelle tre facoltà dell’anima dell’uomo: pensare, sentire e volere.
La melodia, sviluppandosi linearmente, crea un disegno chiaro, coerente, paragonabile al pensiero logico. L’armonia, con le sue atmosfere di maggiore e minore, di tensione e distensione, parla più direttamente al sentire umano. Il ritmo, che impegna le membra, si volge invece peculiarmente al volere.
Le finalità dell’insegnamento musicale sono: un’immersione attiva nella sostanza musicale, esperienze nella pratica della sua natura, un risveglio al principio musicale e alle leggi che lo governano in modo progressivo, per giungere a una base conoscitiva fondata sull’esperienza diretta.
Arte e immagine
Nella pedagogia Steineriana l’arte è uno strumento educativo prezioso: l’arte non è solo una materia insegnata in determinate ore, ma compenetra le varie discipline, è uno strumento importante a sostegno di tutte le materie attraverso i suoi aspetti plastici, pittorici, illustrativi ed è anche profondamente formativa per l’individualità del bambino. Steiner formula le finalità educative dell’insegnamento artistico nel modo seguente: “Con l’intelletto la natura si limita a venir compresa, con la sensibilità artistica essa viene vissuta”.
Le attività artistiche sono parte integrante del percorso didattico, pur modificandosi con lo sviluppo del bambino. L’arte è intesa anche come mezzo di espressione dei propri sentimenti e come esperienza di carattere creativo.
Pittura
Nei primi anni la pittura viene portata con la tecnica dell’acquarello su foglio bagnato: questo permette agli alunni di agire in una situazione sempre mobile e modificabile. Inizialmente i colori vengono vissuti nelle loro qualità particolari, messi in rapporto, confrontati tra loro; vengono sperimentati accordi e contrasti di colore a prescindere dalla forma.
Via via che i bambini acquisiscono abilità tecnica e sensibilità per le sfumature, il colore diventa mezzo espressivo per rappresentare atmosfere stagionali, paesaggi geografici, animali, piante o personaggi e ogni forma nasce dall’incontro tra i colori.
Disegno
L’esperienza del disegnare per i bambini più piccoli è stimolata dalle grandi immagini che colgono durante la narrazione; l’utilizzo di materiali naturali quali i blocchetti e i pastelli di cera colorata offre al bambino la possibilità di lavorare per superfici, salvaguardandolo da un rapporto troppo precoce con la linea quale elemento astratto. Le lezioni di disegno non sono finalizzate al risultato ma al processo. Non si richiede ai bambini necessariamente di disegnare oggetti, ma piuttosto di sperimentare un movimento che giunge alla quiete. Nei primi anni viene proposta la produzione di disegni che richiamano le immagini dei racconti fatti in classe, partendo dall’osservazione e imitazione di disegni realizzati dall’educatore per poi arrivare a produzioni autonome. In seguito si affina la capacità di osservare, riprodurre e produrre immagini inerenti alle materie di insegnamento (Storia, Geografia, Scienze), anche come illustrazioni dei “quaderni di studio”. Si utilizzano tecniche e strumenti diversi e ci si avvicina gradualmente allo studio delle opere d’arte antiche.
Modellaggio
Il modellaggio nasce dall’incontro e dall’interrelazione delle mani, che insieme formano uno spazio interno. Non si tratta di aggiungere o togliere pezzi di cera o di creta qui e lì, ma di dar forma a un elemento originario, partendo dalla sua totalità.

CORPO E MOVIMENTO
Attività motorie
L’attività̀ motoria assume un ruolo centrale nel processo di evoluzione che ogni essere umano dovrebbe realizzare, perché́ tiene collegate la parte cognitiva a quella fisica. Attraverso movimenti globali e movimenti fini vengono sviluppati l’equilibrio (interno ed esterno), le percezioni della propria corporeità̀, le percezioni dello spazio e del tempo. Nello sviluppo motorio viene anche formata la capacità relazionale, collaborativa, sociale dei bambini.
Euritmia
L’Euritmia è una materia fondamentale nella pedagogia Steineriana, in quanto rappresenta un importante aiuto allo sviluppo umano, per la forte compenetrazione di componenti artistiche, fisico-motorie e morali. Vuole rendere visibili linguaggio e suono musicale attraverso l’intero corpo, la sua gestualità e il movimento nello spazio.
La pratica dell’Euritmia rende i bambini più gioiosi nel movimento, più coordinati, più svegli e più a loro agio con sé stessi.
L’apprendimento delle gestualità relative al linguaggio o alla musica crea una interiore connessione con le qualità inerenti ai loro elementi, dando un valido supporto allo sviluppo della conoscenza musicale e poetica.
Il lavoro artistico fatto attraverso le coreografie sviluppa un senso estetico nell’esperienza poetica e musicale, che funge da complemento ad altri approcci.
Il lavoro sulle forme geometriche e le loro proiezioni nello spazio tridimensionale aiuta gli allievi a comprendere i principi geometrici e favorisce un interiore senso dell’orientamento.
Lavorare in gruppo sviluppa da un lato la capacità di fare attenzione al proprio movimento e dall’altro di percepire e rispettare i movimenti degli altri, curandone l’interazione. La reciprocità dei processi sociali è una qualità coltivata in Euritmia a molti livelli.
Storia
Nei primi anni i bambini vengono gradualmente condotti alla Storia. Inizialmente, il contenuto narrativo delle lezioni fornisce loro immagini archetipiche delle relazioni, dei percorsi di vita, delle sfide e delle ricerche dell’uomo e fa loro conoscere i rapporti sociali esistenti nelle culture più antiche. Miti e leggende costituiscono il primo veicolo in cui si presenta loro la Storia.
Gli allievi scoprono così che nel passato si sono verificati degli eventi che hanno conseguenze per il presente e che ciò che accade adesso avrà riflessi nel futuro. La celebrazione delle feste dell’anno è un elemento importante per la comprensione dello scorrere del tempo e il senso del futuro. Si presentano ai bambini il ciclo delle stagioni e i grandi cicli della vita e della morte nella natura. Nel terzo anno si portano a conoscenza le forme tradizionali dei rapporti economici (l’agricoltura, la pesca, la costruzione di case e i mestieri tradizionali). Nelle leggende dell’Antico Testamento gli allievi sperimentano, tra altre cose, la lotta di un popolo per la propria identità nazionale in una società arcaica e incontrano le strutture politiche di civiltà antiche come quelle d’Egitto o di Babilonia. Tutto ciò viene presentato attraverso la narrazione di biografie e miti.
Nel quarto anno sono le immagini storiche che gli allievi traggono dallo studio dell’ambiente in cui vivono a dare per la prima volta il senso del tempo storico. Scoprire il proprio territorio significa anche ascoltare fiabe e leggende sui popoli antichi che lì vivevano e lavoravano; significa visitare le loro costruzioni, i templi o le chiese, scoprire tracce da loro lasciate, sentire la loro lingua nei nomi locali, magari andare a vedere i loro manufatti al museo. La Geografia locale rivela anche le origini economiche dell’ambiente, che siano antiche o recenti. Prima che siano in grado di afferrare il concetto astratto del tempo lineare, i bambini difficilmente riescono a leggere la progressione storica.
Nel fanciullo il sentimento della propria identità trova rispondenza nelle immagini della mitologia nordica presentata il quarto anno. Nella seconda parte dello stesso anno vengono proposte la mitologia dei popoli indiano, di quello persiano e delle civiltà mesopotamiche.
Nel corso del quinto anno iniziano le lezioni di Storia vera e propria. Si cominciano gradualmente a presentare ambienti spaziali e temporali diversi da quelli che i bambini conoscono.
Geografia
Nei primi anni si tenderà a risvegliare nel bambino l'interesse per l'ambiente in cui vive, presentando piante, animali, pietre, monti, fiumi, prati, tutte cose che gli sono già note, non con descrizioni astratte, ma attraverso racconti ricchi di immagini, in cui vengono ad espressione le qualità e le caratteristiche salienti degli esseri di natura. Questi racconti costituiscono la base per le lezioni di Geografia degli anni futuri e contribuiscono a sviluppare nel bambino un intimo legame con il suo ambiente. Ciò viene rafforzato anche attraverso la pratica regolare di passeggiate in natura, durante le quali gli allievi possano sia cogliere direttamente il paesaggio nella sua peculiare morfologia che vivere l’avvicendarsi delle stagioni.
Nel terzo anno il rapporto con il mondo viene coltivato presentando i mestieri che fanno parte della storia dell’uomo. Le descrizioni sono completate da attività pratiche. In questo modo si aiutano i bambini ad entrare in un rapporto di collaborazione con la natura, andando oltre una conoscenza di tipo puramente intellettuale. Si dà loro così la possibilità di coltivare i sentimenti reali per il mondo naturale, sentimenti che porteranno sempre all’attività e ad un rapporto responsabile degli esseri umani con la natura.
Dopo una prima introduzione sistematica degli elementi di base dell’orientamento geografico (fenomeni atmosferici, stagionali e ambientali) durante il terzo anno, iniziano le lezioni di Geografia vera e propria nel quarto anno. Alla base dell’insegnamento della Geografia sta il concetto della Terra come insieme morfologico e fisico, ovvero della Terra come un organismo vivente. Questo significa che occorre avere coscienza sia della relazione tra le singole parti dell’insieme, sia dell’insieme come un ente che si sviluppa. Ciò evidenzia l’importanza della geografia climatica in cui è facile osservare le parti come aspetti di un intero sistema climatico del pianeta. Gli allievi imparano a comprendere il mondo come uno spazio naturale con particolari ritmi di vita, che possono anche cambiare attraverso l’attività economica e culturale. Si gettano così i primi semi di una coscienza ecologica. Inoltre la Geografia deve contenere un elemento estetico, nel senso che le descrizioni della natura devono essere chiare, ben definite e scientificamente esatte, senza però perdere la vivacità della forza d’immaginazione.
Nel quarto anno si studia la geografia locale. Gli anni successivi si prosegue, volgendo lo sguardo ad aree più ampie, passando dalla geografia della propria regione, a quella dell’Italia.
Cittadinanza e Costituzione
Nel corso degli anni, molte occasioni sono offerte agli alunni per sviluppare le competenze peculiari a questa disciplina. Inoltre, il contesto associativo che caratterizza l’organizzazione della comunità educante facilita esperienze di vita sociale basata sul volontariato e improntata a valori quali la collaborazione, il reciproco rispetto, e la solidarietà.
Nei primi anni vengono proposte esperienze tramite le quali i bambini imparano ad agire in modo corretto con i compagni, con i genitori, con gli educatori e con gli altri adulti.
Durante gli anni centrali del percorso, i fanciulli hanno l’opportunità di avvicinarsi in modo consapevole agli ambienti naturali e all’azione esercitata su di essi dall’uomo mediante il suo lavoro. La preparazione di una recita fornisce l’occasione per un intenso lavoro di progettazione, elaborazione e realizzazione.
Matematica
La Matematica è presente in ogni branca della conoscenza: ritroviamo questa disciplina nei ritmi del cosmo e della Terra, nel movimento del Sole e dei pianeti, nelle forme delle piante e dei cristalli; l’uomo stesso è permeato di leggi matematiche.
L’insegnamento dei concetti aritmetici e geometrici è strettamente collegato al grado di coscienza degli alunni e alle attività di movimento (anche i risultati delle ricerche di Piaget sullo sviluppo dell’intelligenza danno indicazioni in questa direzione) e quindi il movimento e l’osservazione di fenomeni concreti sono il percorso ideale per questo apprendimento.
Pertanto si presta molta attenzione affinché, in questo percorso di conoscenza, gli allievi possano essere partecipi con tutto il loro essere e, attuando la regola “dalle mani, attraverso il cuore, alla testa”, si cerca di rendere attive e sviluppare le forze fondamentali dell’anima: volere, sentire e pensare.
Accanto all’approccio concreto, quantitativo, nella Matematica è da tener presente anche la qualità, o si dovrebbe dire l’identità, del numero. Cominciando dalle qualità del numero e lavorando con le proprietà del movimento nel conto e nel calcolo, gli allievi sviluppano un tipo di intelligenza che cerca e trova la strada che conduce alla realtà. Attraverso l’esperienza delle qualità numeriche i bambini sperimentano inoltre fiducia e sicurezza: numero, mondo ed essere umano condividono la stessa natura.
Nel corso della civiltà siamo arrivati gradualmente al punto in cui possiamo lavorare con i numeri in modo sintetico. Abbiamo una unità, una seconda unità, una terza unità e ci diamo un gran da fare a contare in modo sommativo per unire l’uno all’altro, così che uno stia accanto all’altro quando contiamo. Invece i bambini non hanno un’intima comprensione del contare in modo sommativo. Nella storia dell’uomo il contare non si è sviluppato in questo modo. Contare è cominciato con l’unità intesa quale totalità. Due non era una ripetizione esterna dell’unità, ma stava all’interno dell’unità. L’uno ci ha dato il due, e il due è contenuto nell’uno. L’uno diviso ci ha dato il tre, e il tre è contenuto nell’uno.
Nei primi tre anni l’apprendimento è stimolato attraverso la descrizione immaginativa delle qualità dei numeri. L’approccio immaginativo raggiunge due scopi: da un lato educa i sensi attraverso l’esperienza del movimento. D’altro canto, permette di interiorizzare profondamente quanto sperimentato, trasformandolo in attività dell’anima (ad es. nel calcolare). Attraverso le immagini i bambini possono afferrare interiormente ciò che si intende. Non si può mai raggiungere questo scopo ricorrendo unicamente alla presentazione logica e puramente simbolica. Per permettere ai bambini di padroneggiare liberamente l’aspetto quantitativo del numero, occorre esercitare le numerazioni, e le tabelline attraverso movimenti ritmici (battito delle mani, dei piedi, saltelli…). Si presentano le quattro operazioni, procedendo dall’intero alle parti (nell’addizione si parte dalla somma, nella moltiplicazione dal prodotto, ecc.).
Nel quarto e quinto anno si introducono i numeri frazionari. In seguito imparano a calcolare con i numeri decimali.Sin dal primo anno, la Geometria viene praticata attraverso il “Disegno di forme”. In esso la linea viene liberata dalla sua funzione di rappresentare degli oggetti e diviene essa stessa oggetto, acquistando così una nuova forza. Lo scopo del Disegno di forme è risvegliare nell’allievo il senso della forma e del movimento. Se l’allievo ha imparato ad orientarsi per mezzo del movimento può affrontare fattivamente i problemi legati allo spazio. Semplici linee in rapporto di simmetria destra-sinistra prima, sopra-sotto poi, metamorfosi di figure con equilibrio proprio interno, linee che creano incroci, nodi celtici fino ad arrivare ai motivi decorativi delle civiltà antiche, costituiscono uno strumento importante per il passaggio alla linea astratta del disegno geometrico e tecnico.
Scienze Naturali e Sperimentali
L’intera struttura del percorso educativo è profondamente legata al concetto di Terra come organismo vivente. Lo stesso metodo d’insegnamento, muovendosi dall’intero alle parti, conferma questo e incoraggia gli allievi a mantenere un tale punto di vista nei loro studi nelle diverse età. Così un’attiva percezione delle stagioni, un senso di unità rivelato dalle relazioni tra piante e animali e un approccio al pensiero analitico e olistico, danno il loro diverso contributo per la comprensione dei processi viventi.
Le discipline scientifiche come materie specifiche vengono introdotte solo dopo il terzo anno, quando il bambino sviluppa un naturale interesse verso il mondo, in quanto egli inizia il lungo percorso di individualizzazione. Prima tutte le discipline scientifiche sono molto compenetrate e strettamente legate a quell’esperienza di totalità che il bambino vive.
Nei primi tre anni vengono anticipati tutti i temi propedeutici per il successivo sviluppo dell’approccio scientifico. Le storie che vengono scelte in questi anni riflettono i cambiamenti interiori che il fanciullo sperimenta rispetto al suo rapporto col mondo esterno. Nei primi due anni le storie narrate trattano il principio fondamentale della trasformazione; attraverso un linguaggio immaginativo i bambini imparano anche a percepire come le forze naturali siano legate tra loro e ai diversi regni della natura. In seguito tutte queste relazioni saranno affrontate con un approccio scientifico che richiederà una chiarezza intellettuale ora non a disposizione del bambino.
Il terzo anno le narrazioni sulla Genesi danno un’immagine olistica della creazione della Terra, delle piante, degli animali e dell’uomo. Gli aspetti scientifici si trovano nuovamente inseriti nel percorso didattico in molte occasioni, ad esempio quando si affrontano i diversi mestieri dell’uomo mediante esperienze pratiche.
La Zoologia come disciplina a sé viene trattata nel quarto anno, partendo dall’Antropologia. Vengono messe a fuoco le qualità uniche dell’essere umano, quali la posizione eretta e la conseguente libertà delle mani, mentre ogni specie animale possiede caratteristiche specifiche che si sono sviluppate a discapito di altre.
Quando si arriva al quinto anno è il momento dello studio delle piante e dei loro processi di crescita e metamorfosi. Sentimenti di rispetto, gratitudine e interesse devono permeare queste lezioni, affinché i bambini percepiscano la Terra come un essere vivente. Ogni pianta viene osservata nel contesto in cui cresce così che risultino evidenti i suoi legami con il terreno e il clima.
È fondamentale che i bambini apprezzino la varietà delle specie vegetali che ricoprono la Terra, ne notino i gesti particolari e diversi da specie a specie, le relazioni tra radici, foglie, fiori e frutti. Lo studio delle piante richiede calma, un’osservazione accurata, sensibilità per le forze di crescita, la capacità di seguire le forme nel loro processo di trasformazione e metamorfosi. Vengono presentate alcune piante tipo, secondo un criterio che le avvicina alla crescita dell’essere umano (funghi, licheni, alghe, equiseti, felci, gimnosperme, angiosperme, ecc.).
Tecnologia e Lavoro Manuale
Le attività manuali–tecnologiche nel quadro della pedagogia Steineriana non sono considerate soltanto come un rendere abili le mani esercitando un fare sensato; data la posizione delle mani, tra testa e piedi, il loro movimento ripetuto ritmicamente contribuisce in modo significativo non solo al rafforzamento della volontà, ma anche alla formazione di un pensiero in grado di decidere autonomamente. L’esercizio della motricità sottile è considerato elemento di grande importanza per lo sviluppo delle facoltà intellettuali. Questo motivo si situa non solo alla base del curriculum del lavoro manuale, bensì del curricolo generale. Il pensare ed il comprendere derivano dall’attività e dal movimento, anzi, il pensiero vivente è un movimento interiorizzato.
Nel Lavoro manuale, le qualità formative di sopra/sotto, pesante/leggero, chiaro/scuro, dentro/fuori, sono alla base dell’attività degli allievi di tutte le età. Esse non sono fini a sé stesse, ma devono sempre avere uno scopo pratico e risvegliare una consapevolezza sociale nei confronti del lavoro di altre persone. Il rispetto per il materiale e per le sue origini, l’utilizzo di oggetti segnati dall’uso costituiscono inoltre le basi della responsabilità individuale nei confronti dell’ambiente e delle risorse naturali.

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